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Se
aspiriamo alla stima altrui, dobbiamo stimare noi stessi
Lautostima
termine di per sé molto abusato è
nondimeno fondamentale in unesistenza che faccia leva
sullamore e su un sereno equilibrio. Fino a che ci sentiremo
immeritevoli damore, difficilmente questo ci verrà
accordato. Il giudizio che formuliamo su noi stessi si rispecchia
in tutti i nostri atti, in ogni nostra decisione. Se attribuiamo
scarso credito alla nostra persona, rischiamo di farci trattare
dal primo venuto come fossimo una pezza da piedi. Lautorispetto
procede di pari passo con lautoriconoscimento del nostro
valore. Possiamo vedere nel mondo un luogo popolato da individui
più attraenti, efficienti, interessanti, desiderabili
di noi, oppure decidere che il nostro valore non è
inferiore al loro, che siamo soltanto diversi. Ma invece di
fossilizzarci sui confronti, meglio focalizzare lattenzione
sulle nostre intrinseche risorse e fare uso delle energie
di cui disponiamo per riportare alla luce attitudini da tempo
sopite, talenti insospettati. E bello sfidarci sognando
ciò che ci piacerebbe essere, ma è certo più
saggio mantenerci entro i confini concreti della nostra realtà.
Quali portenti produce la nostra autostima, se accettiamo
di essere chi siamo, se ci concentriamo sulle nostre forze
anziché sulle nostre debolezze! Una volta accettati
noi stessi, nella mente, nel corpo e nello spirito, cessiamo
di denigrarci per dedicare ogni nostra attenzione allo sviluppo
del potenziale che ci permette di tradurre in atto tutta la
nostra personalità. Soltanto allora cominciamo a comprendere
cosa significhi essere meritevoli damore.
(Tratto
dal libro Nati per amare, autore Leo Buscaglia)
La vanità ha un ruolo superiore
alla bontà danimo
nelle rimostranze che rivolgiamo a chi ha commesso
un fallo. Invero i nostri rimproveri non hanno tanto
lo scopo di correggere il colpevole quanto
il proposito di dimostrargli che noi siamo mondi
da tali errori.
La
Rochefoucauld
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